Amanti
Amanti (1980) è una scultura che racconta l’intimità attraverso un linguaggio essenziale e compatto: due figure nude, raccolte e vicine, costruiscono un unico volume, fatto di curve morbide e piani semplificati. L’opera gioca su un equilibrio di presenze: da un lato l’abbraccio e la protezione, dall’altro la delicatezza dell’ascolto, suggerita dai gesti delle mani e dall’inclinazione dei volti.
La composizione è chiusa, quasi circolare: le schiene e le spalle diventano una “culla” che contiene la relazione, mentre i capelli, trattati a incisioni e ciocche scolpite, introducono un ritmo materico che contrasta con la levigatezza dei corpi. Le superfici conservano leggere tracce di lavorazione, utili a far vibrare la luce e a dare profondità ai passaggi di chiaroscuro, senza perdere la calma complessiva della scena.
Lettura formale: dialogo tra pieni e vuoti minimi, gesti sintetici e volumi arrotondati, in cui la vicinanza fisica diventa simbolo di un legame sospeso tra tenerezza e forza.



