Incubo

Incubo è un’opera scolpita in marmo nel 2018, costruita come una visione compressa e perturbante: la materia chiara, tradizionalmente associata alla stabilità e alla purezza, viene spinta verso un linguaggio più inquieto, dove il rilievo diventa teatro di tensioni. La composizione si concentra su un nucleo centrale, leggibile come una forma mentale prima ancora che figurativa, capace di suggerire un’immagine che affiora e si ritrae, come accade nei sogni.

Il lavoro sulla superficie alterna piani più lisci a incisioni e scabrosità calibrate: la luce non “accarezza” soltanto, ma spezza e frammenta i volumi, creando zone d’ombra profonde e passaggi improvvisi. Le linee non sono decorative, ma strutturali: guidano lo sguardo lungo traiettorie oblique, come se l’immagine fosse attraversata da una forza interna. In questo modo, il marmo perde l’idea di calma e si trasforma in una pelle sensibile, segnata da vibrazioni e contrazioni.

Incubo lavora sul confine tra riconoscibilità e ambiguità: ciò che sembra emergere dal fondo resta volutamente in bilico, lasciando allo spettatore la ricostruzione dell’immagine. Il risultato è una presenza forte ma non descrittiva, in cui la solidità del marmo contrasta con un contenuto instabile, quasi psichico. È un’opera pensata per reagire alla luce e alla distanza: da vicino rivela la trama del gesto, da lontano si ricompone in un’icona sospesa, intensa e silenziosa.