La mia Mano

La mia mano è una scultura in radice realizzata nel 1978, costruita a partire da una forma naturale che suggerisce, con immediatezza, il gesto di una mano che si apre nello spazio. L’opera nasce dall’incontro tra caso e scelta: la crescita irregolare della radice offre un’ossatura già dinamica, mentre l’intervento dell’artista seleziona, pulisce e rifinisce per rendere leggibile l’immagine senza cancellare l’origine organica del materiale.

Le “dita” sono slanciate e arcuate, con torsioni e variazioni di spessore che mantengono la tensione naturale del legno: non sono anatomia descrittiva, ma una metafora formale del tocco e della presa. La superficie alterna zone più levigate a parti che conservano nodi, piccole cavità e discontinuità: segni che funzionano come memoria del tempo e della crescita, e che la luce evidenzia con riflessi caldi e ombre profonde lungo le curvature.

La scultura si legge come un autoritratto implicito: non la mano rappresentata, ma l’idea stessa del fare, del plasmare e del trasformare. L’energia verticale del gesto, unita alla matericità della radice, rende l’opera una presenza essenziale e totemica, in cui la forma naturale diventa simbolo e il legno, senza bisogno di narrazione esplicita, parla di identità e di gesto creativo.