Mario Testa
Mario Testa è un ritratto scultoreo in legno di tiglio realizzato nel 1980. Il lavoro si concentra sul volto, trattato come presenza psicologica prima ancora che descrizione: una testa leggermente inclinata, lo sguardo concentrato, i volumi costruiti per piani continui che raccolgono la luce e la restituiscono con morbidezza, qualità tipica del tiglio quando viene levigato e inciso con precisione.
I tratti sono definiti con un realismo essenziale: il naso lungo e deciso, le palpebre segnate, la bocca trattenuta in un’espressione composta. La lavorazione alterna zone lisce e passaggi più graffiati, lasciando intravedere i segni dell’utensile soprattutto nelle aree di transizione tra guance, zigomi e fronte. Questo ritmo di superfici evita l’effetto “lucido” del ritratto accademico e mantiene viva la materia, trasformando la pelle in una trama di luce.
La capigliatura, resa con una tessitura più ruvida e compatta, fa da contrappunto al volto e incornicia l’espressione, accentuando il carattere del soggetto. Nel complesso, Mario Testa (dove Testa è il cognome) si presenta come un ritratto sobrio e concentrato, in cui la somiglianza è sostenuta da una sintesi formale: pochi segni necessari, un chiaroscuro controllato, e una presenza silenziosa che si impone senza enfasi.



