Beethoven

Beethoven (2021) è un ritratto di piallacci costruito come una testa “scolpita” per piani: il volto è frammentato in tasselli geometrici che richiamano un linguaggio cubista, dove luci e ombre nascono dal cambio di essenza, tono e direzione della venatura. L’espressione resta ferma e frontale, ma la materia vibra: zigomi, fronte e guance vengono modellati da tagli netti, come se l’immagine fosse composta da facce di un poliedro.

Attorno al ritratto, una serie di campiture radiali si apre a ventaglio e trasforma lo sfondo in energia: fasce calde e fredde convergono verso la testa, creando un effetto di “irradiazione” che mette in scena la potenza del personaggio. La composizione alterna pieni e diagonali, con un triangolo giallo centrale che funziona da accento e da soglia luminosa. Anche la cornice laterale, volutamente asimmetrica nei toni, rafforza l’idea di quadro-oggetto: un’icona contemporanea in cui ritratto e spazio diventano un unico dispositivo visivo.

Tecnica e materiali: intarsio di piallacci a tasselli e campiture; essenze selezionate per costruire piani del volto e contrasti (venature orientate per suggerire volume e direzione), sfondo a fasce radiali con modulazione cromatica, inserti scuri per profondità e contorno; telaio/cornice con elementi laterali a contrasto e finitura protettiva per uniformare la superficie e valorizzare precisione dei tagli e ritmo compositivo.