Bianco e Nero
Bianco e nero (1991) è un lavoro di piallacci costruito sul principio del positivo/negativo: due volti affiancati, identici nella posa e nello sguardo, cambiano identità grazie all’inversione dei toni. A sinistra la figura emerge chiara su campo caldo, a destra si ribalta in silhouette scura con dettagli luminosi, come una stampa fotografica trasformata in intarsio. Il risultato è diretto e ipnotico: lo stesso volto, due letture opposte.
La composizione è essenziale e grafica: capelli, profilo del viso e ombre sono ridotti a grandi campiture compatte, mentre occhi e labbra diventano i punti di massima definizione, capaci di “tenere” l’espressione con pochissimi segni. Il dittico funziona come un esperimento percettivo: lo sguardo passa continuamente da una figura all’altra per ricostruire il volto, e la linea di separazione centrale agisce come una soglia tra luce e buio, presenza e assenza.
Tecnica e materiali: intarsio di piallacci a campiture ampie e tagli sagomati; essenze chiare e scure selezionate per ottenere l’effetto “positivo/negativo”, con contorni netti per capelli e profilo, inserti a contrasto per occhi e labbra; finitura protettiva per uniformare la superficie e valorizzare pulizia del disegno e precisione dei tagli.



